Chiesa di S. Giorgio

Nel contesto di Portofino, tra mare e macchia mediterranea, la Chiesa di San Giorgio rappresenta un elemento riconoscibile del paesaggio urbano locale. L’intervento in corso nasce dall’esigenza di migliorare le condizioni generali dell’edificio, intervenendo sulla copertura, sui prospetti esterni e su alcune parti interne, con un approccio mirato alla durabilità e alla funzionalità nel tempo.

Per noi di Cesag, operare in un contesto come quello di Portofino significa confrontarsi non solo con le lavorazioni tecniche, ma anche con una gestione di cantiere complessa, legata alla conformazione del borgo e alla forte presenza turistica in determinati periodi dell’anno. Queste condizioni richiedono una pianificazione attenta, capace di adattarsi alle variabili esterne e di garantire continuità operativa.

Il progetto si concentra in particolare sulle opere esterne, precedute da una fase di analisi che ha interessato sia gli aspetti materici sia quelli strutturali. Le verifiche effettuate hanno permesso di individuare le principali criticità e di definire le modalità di intervento più idonee, con particolare attenzione alle superfici intonacate e agli elementi decorativi presenti.

Le facciate della chiesa, del campanile e della sacrestia presentano un degrado diffuso, legato principalmente all’esposizione agli agenti atmosferici e alla presenza di vegetazione nelle immediate vicinanze. Gli elementi decorativi in malta di calce idraulica, come cornici e modanature, risultano in parte compromessi da fenomeni di esfoliazione e distacco.

L’intervento prevede operazioni di ripristino nelle porzioni più danneggiate e lavorazioni di restauro conservativo nelle parti recuperabili. Le superfici sono attualmente oggetto di pulizia, consolidamento e integrazione, utilizzando materiali compatibili, fino alla successiva fase di finitura.

Un approccio analogo riguarda gli intonaci lisci e le finiture tradizionali “all’arenino genovese”, presenti su ampie porzioni dei prospetti. In questo caso il degrado è accentuato dalla presenza di muschi e licheni, favoriti da condizioni di umidità persistente. Le lavorazioni prevedono interventi localizzati di ripristino e trattamenti di consolidamento, con particolare attenzione alla traspirabilità dei materiali e alla stabilità delle superfici nel tempo.

Particolarmente rilevante è l’intervento sul rivestimento lapideo in ardesia presente sul prospetto sud e sull’abside. La posa esistente, realizzata a piastrella, ha nel tempo limitato la capacità della parete di smaltire l’umidità, causando distacchi e deterioramenti.

Il progetto prevede la rimozione del rivestimento e la realizzazione di una nuova soluzione ventilata, in grado di migliorare le prestazioni complessive dell’involucro.

Anche gli elementi metallici, come inferriate, vetrate e croci, saranno oggetto di interventi di pulizia e protezione, finalizzati a ripristinarne la funzionalità e a rallentarne il degrado. Il rifacimento della copertura rappresenta uno degli interventi principali. 

Il manto esistente, risalente al secondo dopoguerra, si presenta in condizioni non più adeguate a garantire una corretta protezione dell’edificio, con evidenti criticità legate alle infiltrazioni. Le lavorazioni sono iniziate con la rimozione degli strati esistenti e proseguiranno con la realizzazione di una nuova stratigrafia isolante e ventilata, progettata per migliorare le prestazioni termoacustiche e la durabilità della copertura. Il nuovo manto in ardesia sarà realizzato secondo tecniche tradizionali, in continuità con l’aspetto attuale dell’edificio.

Particolare attenzione sarà dedicata anche al sistema di smaltimento delle acque meteoriche, con la sostituzione e l’integrazione delle lattonerie, così da garantire un corretto deflusso e prevenire future criticità.