Convitto Colombo di Genova

Nel cuore di Genova, in Corso Dogali, è stato riqualificato l’edificio noto come “Palazzina”, sede del Liceo Scientifico annesso al Convitto Colombo. L’intervento ha previsto importanti opere di adeguamento e consolidamento, condotte nel rispetto dei caratteri storici e architettonici dell’edificio, sottoposto a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004.

Il progetto ha richiesto un approccio particolarmente attento alla conservazione dei caratteri storici e architettonici dell’immobile: una scelta progettuale significativa ha riguardato il mantenimento del terzo piano e, in particolare, della Sala Battaglini, ambiente di maggior pregio dell’edificio, caratterizzato da decorazioni in stucco e gesso sulle pareti e sul soffitto. La stessa attenzione è stata riservata alle facciate, preservando il più possibile partiture architettoniche quali marcapiani, lesene e bugnati.

Gli interventi sulle facciate sono stati concepiti principalmente come opere propedeutiche al consolidamento strutturale. Le demolizioni sono state quindi limitate alle porzioni strettamente necessarie alla posa delle reti antiribaltamento e delle cinturazioni di piano. Il cornicione è stato mantenuto, prevedendo il recupero e la ricostruzione delle sole parti ammalorate secondo la sagoma originale. Gli intonaci deteriorati e distaccati sono stati rimossi e ricostruiti con malte a base di calce idraulica e sabbia.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla copertura. Il progetto ha previsto il rinforzo estradossale della struttura portante del solaio, una soluzione studiata per garantire l’adeguamento sismico preservando gli stucchi del soffitto della Sala Battaglini sottostante. La stratigrafia della nuova copertura comprende barriera al vapore, isolamento in poliuretano espanso rigido da 12 cm e due strati di guaina bituminosa, di cui uno con finitura ardesiata.

Sempre sulla copertura è stata prevista la sostituzione dei parapetti esistenti in lastre di cemento armato e della rete metallica con nuove ringhiere in ferro battuto, zincate a caldo e verniciate. I pilastrini in cemento armato vengono inoltre risanati nelle parti caratterizzate dalla presenza di ferri di armatura a vista.

All’interno dell’edificio, le opere propedeutiche al consolidamento hanno previsto interventi mirati sulle tramezze ai piani terra, ammezzato, primo e secondo, con demolizioni localizzate nei punti di collegamento con le murature portanti per consentire la posa dei sistemi di rinforzo e la successiva ricostruzione delle porzioni interessate.

Nella Sala Battaglini l’intervento è stato studiato per ridurre al minimo l’impatto sulle superfici di pregio. Le demolizioni dei rivestimenti in stucco e gesso sono state limitate alle sole zone necessarie in prossimità degli elementi strutturali verticali, mentre lo zoccolo in marmo di Carrara e rosso Verona viene smontato, recuperato e successivamente rimontato. Le decorazioni del soffitto vengono preservate grazie al sistema di rinforzo estradossale della copertura.

L’intervento comprende inoltre opere finalizzate al miglioramento dell’accessibilità e della funzionalità degli spazi, con particolare attenzione alle aree destinate a palestre e spogliatoi. Sono state previste la rasatura e tinteggiatura delle pareti, il recupero delle boiserie e il restauro delle pavimentazioni in legno attraverso lamatura e trattamento protettivo. Negli spogliatoi e nei servizi igienici sono invece previsti nuovi pavimenti e rivestimenti in gres porcellanato, con cromie differenziate anche in relazione alle esigenze di abbattimento delle barriere architettoniche per le persone con disabilità visiva.

Il progetto interviene infine sui finestroni della palestra, prevedendo la realizzazione di nuovi infissi che riprendono la scansione e il disegno delle aperture esistenti, compresa la caratteristica parte arcuata, con l’inserimento di vetri di sicurezza. Gli infissi conservati vengono invece sottoposti a interventi di restauro delle parti metalliche e sostituzione dei vetri mancanti o danneggiati.

Un intervento complesso, nel quale adeguamento, sicurezza, accessibilità e conservazione devono convivere con la necessità di preservare i caratteri storici di un edificio sottoposto a tutela. Un equilibrio che richiede competenza tecnica, attenzione al dettaglio e particolare cura nella gestione delle diverse fasi operative.