Albergo dei Poveri

Nel cuore di Genova, l’Albergo dei Poveri rappresenta uno dei complessi architettonici più significativi della città. La sua imponenza, il valore storico e istituzionale e la posizione strategica all’interno della crescita urbana ne fanno un organismo architettonico unico, profondamente intrecciato con l’evoluzione della città nei secoli.

Oggi questo straordinario edificio diventa il centro di un intervento di riqualificazione di grande complessità, che ha come obiettivo non solo il restauro delle sue parti degradate, ma soprattutto la sua trasformazione in una nuova infrastruttura urbana pubblica, capace di mettere in relazione il centro storico con la città alta e con il sistema della circonvallazione a monte.

L’idea alla base del progetto nasce dalla volontà di rendere accessibile l’attraversamento interno del complesso, trasformando quello che oggi è un passaggio tecnico e discontinuo in un vero e proprio percorso urbano. Il tracciato individuato si sviluppa al piano terra lungo l’asse centrale dell’edificio e si distingue per le sue dimensioni eccezionali, con una larghezza variabile che arriva fino a circa otto metri e una lunghezza di circa centotrenta metri. Una scala spaziale che consente di reinterpretare il percorso non come semplice collegamento interno, ma come strada pubblica coperta, parte integrante della città.

La natura del progetto è profondamente ibrida, perché unisce il restauro architettonico alla costruzione di una nuova infrastruttura urbana. Il percorso interno viene completamente ripensato attraverso un intervento che mira a restituire unità spaziale e continuità percettiva. La scelta di una nuova pavimentazione in pietra naturale rappresenta uno degli elementi centrali dell’intervento, contribuendo a restituire continuità materica e uniformità percettiva tra gli spazi interni del percorso e le aree esterne di accesso.

Anche le superfici verticali vengono trattate con un approccio di restauro compatibile, che prevede la rimozione degli intonaci degradati e delle aggiunte incongrue, insieme al recupero delle finiture originali. In questo modo lo spazio recupera la sua leggibilità storica, mentre le nuove superfici si integrano in modo discreto e coerente con l’architettura esistente.

Accanto alla dimensione materica, il progetto introduce una forte componente tecnologica. L’intero percorso viene dotato di nuove infrastrutture impiantistiche che consentono la gestione dell’illuminazione, della sicurezza e dei sistemi di controllo e trasmissione dati. L’illuminazione, in particolare, assume un ruolo centrale nella definizione dell’esperienza spaziale. I corpi illuminanti vengono concepiti come elementi lineari e minimali, integrati lungo le cornici delle volte, con l’obiettivo di valorizzare i dettagli architettonici e la scansione delle superfici senza alterarne l’identità formale e la percezione originaria dello spazio.

Lungo l’intero percorso interno, il progetto introduce un sistema di installazioni luminose e tecnologie immersive pensato per accompagnare l’attraversamento e valorizzare la continuità spaziale della galleria. I sistemi di proiezione e i dispositivi multimediali si sviluppano lungo tutta la lunghezza del percorso, integrandosi con l’architettura storica in modo discreto e continuo. La luce e i contenuti visivi diventano così strumenti di narrazione e valorizzazione dello spazio, capaci di accompagnare il visitatore senza alterare l’identità originaria dell’edificio.

La dimensione dell’accessibilità rappresenta un ulteriore elemento qualificante dell’intervento. Da qui il sistema di connessioni si estende verso l’esterno, fino al collegamento con la Valletta Carbonara, rafforzando ulteriormente il ruolo dell’edificio come snodo urbano.

Parallelamente, gli spazi storici di accesso e distribuzione vengono oggetto di un accurato intervento di restauro. Gli atri, le volte decorate, i portoni lignei e gli apparati decorativi vengono recuperati con attenzione filologica, attraverso operazioni di pulitura, consolidamento e reintegrazione delle parti degradate. Anche gli elementi scultorei presenti vengono restaurati, restituendo leggibilità a un patrimonio decorativo di grande valore.

L’insieme di queste azioni restituisce la complessità di un progetto che non si limita al recupero di un edificio storico, ma ne ridefinisce il ruolo all’interno della città contemporanea. L’Ex Albergo dei Poveri diventa così un attraversamento urbano, uno spazio pubblico e un dispositivo culturale insieme, in cui architettura, infrastruttura e tecnologia si integrano per costruire una nuova idea di città aperta e connessa.